Chevalier e pelle d’ebano

Milano, domenica 31 luglio, poco sole, non troppi gradi.
Parcheggio in Via Melchiorre Gioia: sono le 15 e c’è pochissima gente in giro.
In Piazza Gae Aulenti però c’è vita, entro in Feltrinelli, sfoglio tutti i libri, leggo qualche pagina di quelli che mi ispirano di più.
Dei fumetti, uno sulla cucina israeliana, uno sulla bellezza della paternità.
Mangio un’insalata di farro.
Entro all’Unicredit Pavilion, c’è la mostra gratuita di Miguel Chevalier.
C’è una mamma che accompagna una ragazzina disabile in carrozzina.
La ragazzina si tocca i capelli.
Le faccio i complimenti perchè sono davvero belli, lunghi e biondi e lei sorride.
Mi immergo nei colori, nei suoni, nelle onde e nei pixels.
Esco, passeggio fino a Eataly.
E’ pieno di bambini, è la giornata Harry Potter.
Compro delle marmellate di limoni e arance.
E poi attraverso la strada, raggiungo High Tech e mi faccio un regalino: la casetta di legno degli uccellini che desideravo tanto.
Torno in Piazza Gae Aulenti, ora sono le 17 ed è piena di gente.
Gruppo di filippini balla hip hop e bambini di almeno 10 nazionalità diverse corrono in mutande tra le fontane.
Una signora nera, di quellle che vendono i libricini, slega la nana appesa sulle spalle dalla fascia, la spoglia e lei, una pagnotta di segale di due anni al massimo con la pelle scintillante, corre verso l’acqua della fontana.
Ma è fredda forse e allora mi punta, corre velocissima, mi si aggrappa al vestito, vuole venire in braccio.
La tiro su e mi stringe fortissimo. Le dò due bacini sulla pelle di ebano.
Vuole scendere.
Restiamo vicine un pochino, ci guardiamo, poi si volta e ricomincia a correre.
Torno a casa.
Una domenica a Milano.

 

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