Cosa ruberesti?

Che la bellezza vi accolga e il tempo si dilati per goderne

Un week end all’insegna dell’appagamento degli occhi e del cuore.

Partendo da Matisse e il suo tempo, fino al 15 maggio a Palazzo Chiablese a Torino: avevo già visto tantissime opere al Pompidou ma questa volta ero con una persona speciale e “la felicità è reale solo se condivisa”!
Il percorso è davvero ben fatto, cronologico con approfondimenti tematici.

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Picasso, Renoir, Bonnard, Modigliani, Miró, Derain, Braque, Marquet, Léger, Severini, Viallat. Dal fauvismo al cubismo passando per  le odalische e  gli atelier, raggiungendo l’astrattismo e  la serie Jazz e terminando con i collage.

Il gioco, ereditato da ex trimone, è sempre lo stesso: in ogni sala scelgo cosa mi porterei a casa. Poi alla fine della mostra, eleggo il furto ufficiale della mosta. Questa volta avrei rubato questo che non era il più bello  o significativo ma mi ha fatto immaginare me – spero a breve- nella mia tanto agognata casetta nuova.

20354-Henri_Matisse_Giovane_donna_in_bianco_sfondo_rosso_1946_Olio_su_tela_cm_92_x_73_Lione_Musee_des_Beaux-Arts_Succession_H_Matisse_by_SIAE_2013Henri Matisse, Giovane donna in bianco, sfondo rosso, 1946. Olio su tela

Domenica invece giornata dedicata a Monza: prima tappa Arengario per la mostra fotografica di Robert Doisneau, un mio storico grande amore. Oltre 50 scatti stampati direttamente dall’autore ed esposti per la prima volta in Italia.

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Foto che raccontano storie e che ne fanno immaginare tante altre.

Parigi, il dopoguerra, i matrimoni, i bambini, le scene di vita quotidiana.

” Mi rifiuto di mostrare il lato nero della vita, non amo la bruttezza, mi fa male fisicamente (…) Ma la piccola malinconia, la commozione, sono valori minori che mi toccano più di ogni altra cosa”.

Difficilissimo scegliere cosa rubare: non ce ne era una che non mi piacesse. Ma questa volta ho dato spazio alla storia immaginata e ho scelto questa. E’ un racconto, vero?

paris_71Concierge rue du Dragon, Robert Doisneau, 1945

Dall’Arengario una passeggiata mi porta alla Reggia di Monza dove fino al 17 aprile c’è una vera meraviglia nel Salone delle Feste: la Flagellazione di Cristo di Caravaggio, in prestito dal Museo di Capodimonte.

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Caravaggio realizza questa tela di 2.86 per 2.13 mt tra il 1606 e il 1607 a Napoli subito dopo la sua fuga da Roma (aveva giusto combinato un misfattello uccidendo tale Ranuccio Tomassoni e cuccandosi una condanna alla decapitazione).

Caravaggio toglie il fiato, rapisce gli occhi, sconvolge per genialità e modernità.
Il dolore in questa tela si tocca.

(Qua il furto è un po’ più difficile viste le dimensioni dell’opera ma ci si può organizzare)

Cosa carina: davanti alla tela c’è anche una piccola riproduzione per non vedenti!

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Week end culturale finito con un regalo di un’amica…avrà voluto dirmi qualcosa?

Prossima mostra in agenda?
Mercoledì 6 aprile 2016, alle ore 19, Pirelli HangarBicocca inaugura Doubt, la mostra personale di Carsten Höller.
Date un occhio a questo video per capire il genere di figata!

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