Cantafiorismi e Expo 2015

Reduce da uno di quei week end in cui mi sento in vacanza pur restando nella mia città.
Sarà perchè c’erano le mie amichelle del cuore, sarà perchè abbiamo avuto tre giorni intensissimi, fatto sta che questo lunedì con le placche in gola causa aria condizionata su nudità mi sembra ancora più fatiguante.

Abbiamo iniziato il week end con la Night Run di Nike.

7000 donzelle vestite color salmone che correvano per le vie di Milano con 36 gradi e senz’acqua. L’esperienza 2014 era stata decisamente migliore: ero allenata, non faceva così caldo e Nike li aveva spesi due soldini per le scenografie nell’Arena e agli arrivi.

Questa volta me pareva la 10km della Pro Loco di Monteparano però col sorriso l’abbiamo portata a casa lo stesso.

(Nike, vedi di farti perdonare l’anno prossimo).

image1Sabato, dopo un risveglio con gambe effetto Robocop, ci siamo immerse nei 36 gradi fuori 78 percepiti sottopelle di Milano, un girello al Mercato Metropolitano (il gelato limonementa fa resuscitare i morti) e ci siamo preparate per la combo aperello/cena.

Siamo state nel Temporary Restaurant “Al Cortile” nato da una idea di Food Genius Academy.

Vi consiglio di non mettere i tacchi come la semprefuoriluogome per raggiungere questo posticino che si trova all’interno di un cortile accanto all’Ex Spazio Forma, giusto dietro le Fonderie Milanesi.

Buoni i cocktail, ottime le tapas (il raviolo di panzanella e burrata e la battuta di ombrina deliziosi!), molto bello il cortile e accogliente l’interno (forse un po’ troppo buio per i miei gusti estivi)…

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Per cena abbiamo deciso di sperimentare  Potafiori, non troppo lontano da lì.

Potafiori è una gioia per gli occhi: accogliente, profumato, di classe.

Rosalba, la cantafiorista, ci racconta come è nata la sua passione per il canto, per i fiori e per questo ristorante.

Un menu molto semplice e ridotto, la qualità è buona ma è l’atmosfera che vale tutto.

Rosalba si avvicina e ci canta un pezzo, la sua voce riempie il locale e tutte le donne presenti, dai 20 ai 90, sono in visibilio.

Accanto al nostro tavolo, signore over 70 ingioiellate e super chic se la raccontano davanti a un bianco…

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Avete lasciato i mariti a casa?” ci chiedono.

Siamo solo donne, la Juve ha precettato l’altro sesso nei peggiori pub.

Veramente non ne abbiamo neanche uno di marito” rispondiamo.

Meglio! Così non li dovete seppellire!” conclude quella con più perle e diamanti tra tutte.

Scambiamo due chiacchiere, la Ribolla gialla è buona e la torta di mele anche.

Facciamo un salto da Pravda ma siamo davvero troppo carine per sostare su un marciapiede con della vodka.

Qualche ora di nanna ed è subito domenica.

Ed è la nostra domenica di Expo.

Posto che è stata una delle giornate più stancanti della mia vita cercherò a malincuore di raccontare perchè Expo 2015 non mi è piaciuta per nulla.

Arriviamo al Padiglione 0 che abbiamo già bisogno di un integratore. La coda agli ingressi è sotto il sole, la passerella infinita. Il decumano per fortuna è all’ombra, c’è un po’ di venticello, i bagni liberi. L’impatto logistico organizzativo è buono e iniziamo l’esplorazione.

Quasi tutti i Padiglioni sono affascinanti dall’esterno, le architetture sono interessanti e le code – Giappone a parte –  non sono interminabili (ma al sole).

Ma dopo averne visitato qualcuno la sensazione è che questa Expo 2015 sia a metà tra la Sagra della Polpetta di Serra di Pratola provincia di Avellino e la BIT Edizione XXL.

La gente mangia, anzi no, si abboffa. E dove c’è la coda? Allo stand BERETTA! Evvai tutti a magnà er panino cor salame!

Ogni Padiglione sponsorizza il Paese di appartenenza dicendo “Hey, guarda come sono fico, guarda che li ho inventati io i pomodorini ciliegini, hey, tu guarda che da me ci sono gli uccelli con le zampe blu!”.

E Feeding the Planet dove è?

Dove si ragiona su come sfamare il mondo? Dove è il momento di riflessione?

La fame nel mondo non è cosa di Expo 2015: a Expo 2015 se magna, se ride, si gioisce davanti alla parata di Foody, si comprano i souvenirs manco stessi in viaggio di nozze, si sviene dal caldo, si guardano gli slovacchi e i rumeni che fanno le esibizioni di ginnastica artistica e nulla più.

Un tiepido sforzo l’ho visto nel Padiglione Israele che – con dei video raccapriccianti con Moran Atias protagonista – ha cercato almeno di mettere il tema della nutrizione e della cooperazione con gli altri Paesi al centro lasciando alla fine la promozione turistica.

Una volta fuori però evvai con la sagra: cercano di vendermi uno scrub marino per 60 euro e daje col cartoccio di falafel!

Un ologramma di un bambino smunto e nero nel Padiglione Corea viene superato in fretta: troppo triste, a Expo bisogna divertirsi!

Non ho portato a casa nessun messaggio, nessun valore, qualche nozione in più sull’agricoltura di qualche Paese e un grande punto interrogativo sul domani di tutta questa immensa struttura.

Ah si, la riflessione che mi sono portata dietro è che esistono ancora troppi Paesi dai regimi raccapriccianti: troppi “Grazie a Sua Maestà” e “Ringraziamo tutti il Re”…mi ha percorsa un brivido dietro la schiena.

E’ decisamente politcally incorrect come riflessione ma secondo me Expo 2015 entusiasma chi non ha mai visto mondo, chi non ha mai viaggiato, chi non ha mai visto un documentario o letto libri di viaggio (e non che io mi ritenga la Walter Bonatti dei Due Mari).
Mi dicono “Ma sì, che t’aspettavi?“.

Sarà che cerco ancora di avere un po’ di speranza nel cambiamento, qualcosa in più di Mondo in Miniatura me l’aspettavo.

Ero una Expottimista, sono una Expodelusa. E devo ammettere che il concetto di Esposizione Universale forse è davvero anacronistico.

Ma il bilancio del week end non può che essere positivo: risate, vino, cibo, scoperte, Amiche.

Che mi hanno detto che sono carina con i capelli corti anche se sono evidentemente un maschietto monello.

Mi amano proprio.

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6 thoughts on “Cantafiorismi e Expo 2015

  1. Che peccato per Expo, non ci sono ancora stato, ma a giudicare dai commenti di chi conosco e ci è stato mi ritrovo profondamente nel tuo pensiero politicamente scorretto.

    • Ci sono ritornata ieri perché i miei genitori ci tenevano a dare una sbirciata e confermo il mio pensiero. Ieri poi l’apoteosi del trash con il Guinness World Record La pizza più lunga del mondo. 30000 tranci di margherita anemica per ciccioni sudati che mangerebbero anche le suole delle scarpe fritte se gratis.

  2. Bella eri proprio sotto casa mia. Sto a due passi da Pravda e Potafiori. Che son più belli di Expo. Ma se non ci fosse, Milano sarebbe ancora triste e smorta come negli ultimi anni. Quindi io dico grazie e grazie. Sicuramente si poteva far molto meglio nei contenuti, ma la filosofia è sempre quella da “consumatore di media avvedutezza” e stavolta su scala mondiale.

  3. Buongiorno,

    alla fine ci sono stato ieri ad Expo, e devo dire che esco con le tue stesse sensazioni: fiera dell’artigianato + bit + luogo di delirio perfetto per far litigare coppie e famiglie.

    Zero messaggio, zero proposte

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