Cercasi dirigente in stage

E niente, il mio master sta per terminare.
E quindi da un mesetto sono nella situazione “ancora per poco studentessa ancora non definibile disoccupata”.
E quindi mi sono alzata le manichette as usual e ho iniziato a spammare il mio CV, fare stalking su LinkedIn, iscrivermi a tutte le newsletter esistenti, contattare agenzie e controllare compulsivamente il sito del Career Service del MIP.

(Che cercare un lavoro è un lavoro a tempo pieno, quelli che dicono “ho mandato 10 cv e non mi caga nessuno”…1000 ne dovete mandare, non 10!)

La premessa è che sono abituata a non lamentarmi, cerco di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno e penso che ogni lavoro abbia la sua dignità e che ad essere umili ci si guadagni sempre.

Che bisogna essere pronti a reinventarsi e a rimettersi in gioco. A rischiare e a fare anche passi indietro.

Ma allo stesso tempo sono molto consapevole e orgogliosa delle mie esperienze, delle mie capacità e potenzialità. Insomma, so di valere.

Detto ciò, il mio feedback generale è che a Milano qualcosa ancora si muove ma la sensazione è che le aziende e le agenzie cerchino – nell’ambito della comunicazione – dirigenti in stage: si richiede esperienza 10 anni in uno specifico ruolo, conoscenza russo e arabo, max 30 anni, contratto di somministrazione.

Vengono richieste competenze sempre più dettagliate e solide: non c’è tempo per la formazione, non c’è tempo per guardare se sei brillante e quanto in fretta impari, non c’è tempo per indagare il tuo percorso, per metterti un attimo alla prova.

Durante il colloquio non c’è tempo per discutere di un business case, per vedere se il tuo cervello funziona, per vedere se sai scrivere o se le lingue le parli davvero.

E no perché in comunicazione funziona #chiconoscidove? e it doesn’t matter non se hai mai letto un libro che non sia Sophie Kinsella in vita tua.

 

Sai usare il programma del minchia per analizzare i report di tua mamma?

Ma veramente non l’ho mai fat..

Ah, allora no, mi spiace, non vai bene.

 

Hai già gestito team da 34 persone a 29 anni?

Ma veramente ho coordinato al massimo 2 risors..

Ah, allora no, mi spiace, non è per te.

 

Employer branding?

Mah.

 

Nel dettaglio, ecco le situazioni che ho affrontato:

 

A) l’autocandidatura

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In un mese ho fatto 6 colloqui: solo 2 aziende mi hanno chiamata per posizioni aperte alle quali mi sono candidata, quindi non c’è niente da fare, l‘autocandidatura arrogante è sempre di grande attualità.

Fatta questa considerazione io dico una cosa aziendine mie belle e responsabili risorse umane: rispondere, anche con un reply automatico e quattro cacate, credo che sia rispettoso e doveroso.

Mentre andate a fare la pipì mandate 5 parole di fila alla povera stronza che ci ha messo tempo e impegno per inviarvi la sua candidatura.

Credo ci vogliano meno di 30 sec.

Fate bella figura voi e fate fare una bella figura all’azienda per cui lavorate.

“Ricevo 100 cv al giorno”, dite.

Bene, fate copia incolla del seguente messaggio e vi assicuro che in 100 secondi ve la sarete cavata da signori.

 

“Grazie per avermi scritto ma non ho soldi per assumerti. Hold on!”

 

B) la candidatura a offerta di lavoro

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Azienda TOP, posizione fichissima, leggi i requisiti, no cioè sono io.

Cercano me.

E quindi via, subito lettera di motivazione atomica, ricerche, invio cv, stalking.

Niente, non ti chiamano.

Ma ogni 4 giorni quell’offerta viene pubblicata come nuova.

Ora: a voi sta cosa nun ve puzza di annunci fake giusto per far vedere “che noi assumiamo”?

A me sì, ASSAI.

 

C) l’azienda che ti contatta tramite LinkedIn

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“Si, ciao, il tuo profilo mi sembra davvero interessante e abbiamo una posizione aperta e sarei molto interessata a incontrarti perché mi sembri assolutamente in linea”

Ora, se leggi attentamente il mio CV e ti rendi conto che io NON ho l’esperienza e le skills che cerchi ma mi chiami comunque sponte tua per un colloquio i casi sono due: o hai intravisto in me del potenziale e hai le risorse e il tempo per investire e scommettere sul mio profilo o sei scemo.

E quindi se alla fine del colloquio mi dici “tu mi piaci da morire, cioè proprio sei brillante, c’è entusiasmo, empatia ma io cerco una persona più senior già formata”, allora sì, sei scemo visto che non sono venuta a cercarti io.

 

Ma il mondo è bello assai e in questo mese ho conosciuto anche persone stupende che in maniera disinteressata si sono sbattute e mi hanno dato consigli e contatti.

E fatto un paio di bei colloqui, belli proprio per me stessa, quelli che ti fanno uscire soddisfatta e ottimista.

Quindi, no, io nun m’arrendo e per ora all’estero nun ce vado.

 

Pero’ ai colloqui un bicchiere d’acqua offritemelo.

E dite alle receptionist di sorridere (magari fossero tutte come quel fiore di Irene).

receptionist

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5 thoughts on “Cercasi dirigente in stage

  1. Sorridere sempre!! Soprattutto se fai la receptionist!! Ogni tanto si vedono in giro certe musone… ufff…
    In bocca al lupo per il lavoro! Giuro che non ho mai visto una così determinata a trovare lavoro!! Bravissima!!! 🙂 🙂 ❤

  2. Fonda un giornale, ti seguirò in capo al mondo. Possibilmente quel mondo cerca di orientarlo verso Parigi o New York… in bocca al lupo, sei grande!

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