Together is better

Ho una naturale avversione per tutto ciò che è divertimento forzato, tipo il peppepeppepeè di Capodanno e Ferragosto con i piedi nella sabbia che te la porti in casa e va via a novembre.

Sono quelle occasioni in cui non mi piace partire e spendere cifre blu, non mi piace andare a mangiare fuori per menu fissi da incubo e non mi piace la legittimazione della cafonaggine estrema, come se durante il resto dell’anno non fosse abbastanza.

 

Ma forse il tema vero è che, da sempre, ho tanti, tantissimi e meravigliosi amici ma non un “gruppo”.

Frequento persone così diverse tra loro per età ed interessi che metterle insieme sarebbe come mangiare un kebab col caviale.

 

E ieri, l’improbabile lunedì in Albis – che per me rientra sempre nelle occasioni drammatiche di divertimento forzato – ho capito quanto siano fortunati quelli che appartengono ad un gruppo.

Un gruppo di persone semplici.

Di Amici che si vogliono bene.

Che hanno bisogno di poco per essere sorridenti.

 

In un giardino che amo. A casa di persone che trasmettono energia positiva e gioia.

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Ho visto donne lanciarsi su casatielli e pastiere e fregarsene delle diete.

Ho visto donne prendere microfoni e interpretare la Bertè.

Ho visto donne sbevazzare birre al sole e raccontarsela.

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Ho visto un papà aiutare la sua bella a dar da mangiare al loro splendido pupo.

Ho visto un papà baciare senza sosta la propria nanetta neonata e guardare con occhi colmi di gioia la sua donna.

Ho visto un papà senza una moglie occuparsi e preoccuparsi della sua bimba con dedizione e cura.

 

Ho visto anche un futuro papà. E una donna al nono mese di gravidanza più magra di me mangiare un uovo di Pasqua intero, sedersi per terra e ridere da matti.

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Ho visto uomini sfidarsi al barbecue.

Ho visto uomini sfidarsi a tornei di PS4.

Ché dai 5 ai 95 gli uomini so’ tutti uguali.

 

Un gruppo di Amici che potrebbero essere in qualunque posto del mondo e sarebbero serene e sorridenti comunque.

Un gruppo di Amici che si alimentano del loro stare insieme.

 

Il sole caldo.
Pepe, Lola e Piero, i cani elemosinanti.

 

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Una padrona di casa unica, femmina elegante e sensuale, una moglie dolce e attenta, un’amica paziente e generosa.

 

Torno a casa la pancia e il cuore dilatati.

Con gli occhi pieni dell’amore con ho visto.

Con un sorriso anche per la Pasquetta.

Con la gioia di essere parte per poche volte l’anno di quel gruppo.

E con la voglia di provare a mangiare kebab col caviale.

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7 thoughts on “Together is better

  1. La serenità passa attraverso righe semplici capaci di raccontare non solo quel che si vede, finanche quel che dentro si forma.
    La bellezza delle cose genuine che rimangono scolpite nel cuore.
    Anche se poi mi chiedo, ma son l’unico uomo beota che non gioca a ps4?

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