Antropologic research

L’ho fatto di nuovo.

Un po’ di tempo fa in una serata senza sigarette, vino, libri e cioccolata salata, nel letto al buio in preda all’insonnia ho riscaricato Tinder.

C’è una premessa: io non penso che tuttituttitutti quelli che usano Tinder siano morti di figa o signorine da combattimento.

E lo penso perché a) credo che alla fine tanti di noi siano molto soli b) tutti sti Jeff Bezos e ste Arianna Huffington che millantiamo di essere non hanno più tempo per uscire dall’ufficio e “scontrarsi” dal vivo e c) le persone che trovo “online” non sono certo peggiori di quelle che becco il venerdì sera in giro (anche perché vai a vedere che so’ le stesse).

In ogni caso ormai per me Tinder è diventato l’esercizio di ricerca antropologica quotidiana e ghigno da matti quando trovo uomini che conosco, fidanzati da 72 anni che si presentano con “il bello deve ancora venire”.

Cioè che te ne devi fare di Candy Crush per passare il tempo (a me quel giochino mi ha rotto i chitarrini dopo 24 ore, credo di essermi bloccata al livello3).

 

Innanzitutto non immaginavo che ci fossero tanti uomini di nome Patrizio, Rolando e Eddie.

La specie umana milanese di Tinder (ed intendo geograficamente milanese perché qua siamo tutti pugliesi, siciliani e calabresi) su Tinder si divide in:

 

1)   Il surfista sulla sabbia (70% delle foto)

Perché Kelly Slater di Varazze non ha pijato mai manco un’onda col materassino ma so’ uscito benissimo nella foto con la muta che me strizza anche un po’ la panza a riva di mare. (Che io sia maledetta, ho perso la foto del tizio in posa con tavola SU ASFALTO).

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2)   Lo snowboarder atletico (70% delle foto, solitamente il composit contiene la combo surf+snowboard)

Certo, perché Travis Rice di Fragagnano si apparecchia per andare a Foppolo una volta l’anno e si gioca anche i legamenti delle ginocchia ma quando gli chiedi che sport fai risponde “vado in tavola”.

NB. Non vorrei essere unfair e tralasciare i paracadutisti, i piccoli esploratori e i diggei ma andrei troppo per le lunghe.

3)   Il selfie senza faccia e/o la faccia senza faccia (un buon 10%)

Ovvero il manzo pensa che tu possa rimanere affascinata per sempre dalla sezione collo-bacino o dall’ interpretazione originale del proprio volto. E’ noto inoltre che una donna possa cadere ai tuoi piedi vedendo i medesimi in splendide infradito.

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4)   La foto di gruppo (non meno del 5%)

Facile: individua il più cesso. E’ lui.

 

5) Lo sciabolatore (un altro buon 5%)

Perché ho sempre sognato un uomo che mi porti al Nepenta a stappare un Pinot Maschio.

 

6)  IL GATTO (siamo oltre il 10%)

E non c’è bisogno di dire altro.

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Poi mi chiedete pure come mai siamo messe così male.

 

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