Sui minimi sindacali dell’amore

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Ho deciso di amarmi.

Perché la verità è proprio questa: bisogna amarsi profondamente per vivere serenamente.

Bisogna accettare i propri limiti, non sfidarli continuamente.

Bisogna guardarlo in faccia l’iceberg verso cui ci stiamo schiantando e mettere la retro, non dirigerci contro spavalde.

Che qua mi sembra che stiamo tutte a leccarci le ferite.

E che quelle ferite ce le siamo procurate da sole.

Perché stiamo ancora a cadere ai piedi di uomini impegnati, a rubare attimi d’ “amore” in ufficio, fuori città o quando il gatto non c’è.

Stiamo ancora ad aspettare col cellulare con la suoneria al massimo un diamine di Whatsapp, sgrammaticato.

Stiamo sempre a giustificare, comprendere, capire, perdonare, sperare.

Ma sì, il venerdì deve uscire con i suoi amici, ma sì poverino ha un rapporto difficile con suo padre, ma sì povera stella lo massacrano a lavoro, ma sì, ma sì, ma sì.

E a noi? Non pensiamo mai?

Pur di non stare sole, pur di avere uno straccio di compagno, iniziamo ad amarci sempre meno.

Fino a volerci proprio male.

E invece è proprio stando sole che diventiamo forti, che ci conosciamo a fondo, che capiamo che non abbiamo bisogno di un uomo, di quell’uomo, per essere felici.

Un Uomo deve renderti la vita di gran lunga migliore, altrimenti che Uomo è?

Ecco, senza cercare il Paul Newman che ci scriva le poesie di Garcia Lorca e ci dedichi My Funny Valentine di Chet Baker, però – diamine – tutte noi ci meritiamo un Uomo che ci metta al centro della propria esistenza.

Che sia curioso di scoprirci, di svestirci e aiutarci a rivestirci.

Che abbia braccia forti e carezze gentili.

Che ci porti un fiore, anche una margherita di strada.
Che apprezzi i nostri sforzi, che non mortifichi i nostri entusiasmi.

Che non abbia paura delle parole futuro, costruzione, impegno.
Che non abbia paura in generale.

Che ritrovi il sorriso quando torna a casa la sera.

Che non ci faccia scontare le delusioni passate, che voglia mettersi in gioco.

Niente più compromessi sui minimi sindacali dell’amore.

Io ho deciso di amarmi.

 

 

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3 thoughts on “Sui minimi sindacali dell’amore

  1. Un articolo in cui è vietato lo scontro con un iceberg.
    Dovresti allora spegnere la luce, sederti sul divano, togliere le scarpe, aprire una finestra.
    Dovresti rimanere per qualche secondo con gli occhi aperti ad ascoltare attentamente i suoni della casa ed i lievi fruscii che arrivano dalla sera quasi notte.
    Dovresti sorseggiare una birra. Farlo lentamente.
    Poi, con il telecomando nella mano spingere il play del telecomando ed ascoltare un’altra versione di my funny valentine.
    Tratto da hotel costes: Big Muff – my funny valentine(lo trovi su youtube).
    Ed allora sentirai un basso cominciare a scalpitare. Un groove muoversi come un ingranaggio. Un pianoforte salire con estrema calma.
    E la voce. Quella voce.
    Solo allora potrai chiudere gli occhi, perché ti renderai conto che, a volte, in taluni casi, non occorre fare scelte per delusione o tristezza.
    Nella vita, spesso, basterebbe sorseggiare un po’ di buona musica.
    Panta rei.

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