Secondo giro

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Secondo le mie recenti statistiche il più del 50% delle mie compagne di asilo/elementari/medie/liceo/università sono al secondo giro.
Nel senso che non solo si sono sposate e hanno fatto un figlio: sono già al secondo.

Ecco, all’alba dei 30 anni la sottoscritta NON POSSIEDE nell’ordine:
– un lavoro
– una casa
– un uomo

Non è facile fare i conti con ciò che si è ma è ancora più difficile farli con ciò che NON si è, con ciò che saresti voluta essere per le persone che ti amano.

Ecco, avrei voluto avere la COSTANZA per appassionarmi ad una, una qualunque delle mille attività che ho iniziato e poi per altre mille ragioni abbandonato: la fotografia, il corso di lingua araba e di portoghese, la misera carriera da arbitro da calcio, il volontariato con i nanetti in casa famiglia, il tango argentino e la salsa portoricana, il pilates, la collezione di libri per bambini e quella di cappelli, il corso di recitazione e quello di pranayama.
Ah, e come dimenticare il corso di lavorazione del feltro!

Avrei voluto la CURA per affezionarmi ad una casa: al balconcino fiorito in PVC di Viale Bligny, alle travi a vista di Via Vigevano, al soppalco pericolosissimo di via Ascanio Sforza, alle pareti gialle di Via Pavia, alla mia stanzetta a Taranto, al quinto piano senza ascensore di Rue Simon Le Franc, al bagno viola in Piazza San Giovanni, alla portinaia di Via Crema, al residence di Rue de Courcelles.
E alle altre 10 case in cui ho traslocato.

Avrei voluto la PAZIENZA per restare in uno qualsiasi dei posti in cui ho lavorato, per provare a crescere lì dentro, non solo farci un salto.

Avrei voluto la DEDIZIONE per costruire un vero amore. Ma forse semplicemente sono stata troppo occupata a buttarmi nelle storie complicate e immature che mi si sono scagliate addosso, senza mai davvero fermarmi e SCEGLIERE.

Probabilmente però, per come è fatto il mio animo in moto ondoso perenne, se non avessi attraversato tutte queste fasi, cambiato tutte queste città, traslocato in due decine di case, mollato lavori e donato energie e tempo a tutti questi uomini, non sarei quella che sono.
E che in fondo amo. E non avrei queste consapevolezze.

Ecco, all’alba dei 30 anni la sottoscritta POSSIEDE nell’ordine:
– la big family n.1 al mondo
– le amiche migliori che si possano desiderare
– na laurea e un master, che schifo non fanno
– tanti libri di Orecchio Acerbo, delle scarpe da calcio, cappelli colorati, un tappetino da yoga, una grammatica portoghese, una Reflex e scatole e scatole piene di ricordi.

E la voglia finalmente di fermarmi, di provare a metterle ste radici, di mollare la valigia, forse imparare a cucinare.

Per qualcuno. Per molto più di una fase.

Il mio secondo giro è ancora tanto lontano. Ma…never lose hope!

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