Tinder – not for me

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Dopo 4 mesi a Reims, questa Cisternino con lo Champagne al posto delle bombette, dopo aver visitato tutte le cantine, provato tutti i bistrot, speso tutti i miei soldi da Sandro e The Kooples ed essermi presa l’ennesima bastonata a distanza dal surfista di turno, in una delle nelle mie serate sotto il piumone torcia umana IKEA 72 gradi sotto -9 fuori, non mi restava che una cosa da fare: scaricare Tinder.

Imposto: Uomini, 50km di distanza, dai 28 ai 40…vabbè facciamo dai 24 ai 45.
Ed ecco la carrellata di prototipi Ideal Standard del secolo: labbra sottili cattivissime, lobi inesistenti, panze, selfie alla guida con occhiale specchiato, petti nudi di ogni colore.

Sto per disinstallare l’app quando lo trovo. E sì che è carino.

Foto1: abito, cravatta sottile, mani in tasca, sorriso. Voto 9+
Foto2: in tenuta da giocatore di hockey. Sportivo. Voto 9+
Foto3: allo specchio, camicia di jeans, cappellino. Qualche dubbio ma passa con un 7.
28 anni.

Un cuore per te.
Et voilà “l’interesse è reciproco”.

Iniziamo a scriverci, un po’ in inglese, un po’ francese. E’ un giocatore di hockey professionista, sembra simpatico, dolce.
Mi aggiunge su Facebook, spulcio tutte le foto profilo e cerco di capire qual è l’ultima fidanzata
(Io sono proprio fissata con le ex fidanzate: devono essere fighe. Non posso stare con uno che è stato con le cassapanche. Quella è roba da pivelle).
Carina, biondina un po’ senza anima ma passabile. Approved.
Passano un po’ di giorni, ora ci scriviamo su Whatsapp.
Io ho tanto da studiare, non ho tanto tempo ma lui insiste, mi invia foto carine, al risveglio, al lavoro, prima di dormire.

E quindi va bene, vediamoci per una birra.
Innanzitutto arrivo prima io. -1 punto per te.
E poi vedo arrivare in lontananza un bonsai. Un piccolo carinissimo bonsai.
Ci sono -3 gradi e indossa un giubbino di jeans.
Sfoggio uno dei miei migliori sorrisi e come sempre scelgo io dove andare.
In realtà la serata si rivela carina, il bonsai è simpatico e pare pure galante. Mi racconta della sua famiglia, dei suoi amici, del suo lavoro.
Insiste per portarmi a casa, gli dò uno sfuggente limone sotto il mio residence e vado a dormire.
Insomma, non è che proprio mi abbia entusiasmata però qua uno così è proprio “il gallo sulla monnezza”.

Quindi facciamo che gli dò un’altra possibilità.
Dopo qualche sera lo invito a cena. Invitare qualcuno a cena per me significa ordinare del sushi a domicilio.
Quindi ordino questa barca molto expensive e aspetto.
Arriva ed esordisce con un “come è pulita casa tua”. Ma brutto imbecille, dove pensi che viva, in un letamaio? #perplessitàn1
Apro due birre e realizzo che il martello pneumatico che mi si è piantato nel cervello è il plin plin costante delle notifiche del suo Whatsapp.
Quando glielo faccio notare sperando che comprenda ed elimini la suoneria mi risponde “Sono i miei amici, hanno creato un gruppo per la puntata di Nouvelle Star”.
Cioè, esistono uomini, apparentemente etero, che creano gruppi su Whatsapp e li creano su una trasmissione simil X Factor ma versione merdosa francese e chattano tutta la sera come fighette quindicenni? #perplessitàn2
Fortunatamente suonano alla porta: è arrivato il sushi. Il giocatore di hockey non si alza dal divano lasciando alla sottoscritta il piacere di pagare per entrambi. Un signore. #perplessità3
Lascio perdere e penso: ormai siamo in ballo, balliamo. Quindi cerco di non pensare a Nouvelle Star e ai suoi stupidi sorrisi mentre legge i commenti degli stupidi amici, finiamo il sushi e poi…
E poi, niente, lui si stende sul divano e mi abbraccia.
E pare che l’articolo ME gli interessi ma non si spinge oltre la palpatina innocente #perplessità4
Dopo una mezz’ora di inutilità mi chiede di poter andare in bagno.
Ora, la premessa è che nella mia magione di 18mq2 ogni singolo movimento nel bagno si percepisce forte e chiaro.
E io ho percepito forte e chiaro che allo scroscio dello scarico del WC non è seguito lo scorrere dell’acqua per il lavaggio delle mani.
Cioè, non solo non vi fate il bidet, non vi lavate neanche le mani dopo aver sgrullato l’arnese a casa di una signorina?
#certezza
“Sono stanca, devo chiederti di andare, ci vediamo dopo le feste di Natale”.

Io torno a tampinare la gente per strada, Tinder non fa per me.

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